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Il valore della leadership resiliente

Gestire il burnout strategico nei ruoli di vertice

Quale prezzo siamo disposti a pagare allo stress? Qual è il prezzo dell’indifferenza verso questo problema? Quale può essere per un leader la strategia per evitare che lo stress degeneri in burnout?

Sempre più spesso si sente parlare di “burnout” e, ciò che fino a poco tempo fa pareva essere una condizione straordinaria della vita, oggi colpisce una quantità sempre maggiore di manager e top manager. Come gestire e superare questo problema in modo strategico?

Il burnout: l’entità del fenomeno

I risultati dell’8° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale presentano una situazione preoccupante: il 31,8% dei lavoratori dipendenti ha provato sensazioni di esaurimento ed emozioni negative nei confronti del proprio lavoro, cioè forme di burnout. L’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) definisce il burnout come uno stress cronico lavoro-correlato caratterizzato da esaurimento energetico, distacco mentale dal proprio lavoro e ridotta efficacia professionale. A livello mondiale, in base ai dati dell’American Psychological Association (APA) si assiste a una crescita esponenziale del fenomeno: oltre il 50% dei lavoratori riferisce di soffrirne. Sono dati preoccupanti che non possono essere sottovalutati.

Il burnout nel management

Questa categoria di professionisti – proprio per il ruolo di estrema responsabilità, per le continue sollecitazioni da gestire e per il forte stress decisionale – è spesso particolarmente esposta a tale rischio. Ciò causa ripercussioni sullo stato di benessere psico-fisico delle persone, sulla loro efficacia, nonché sui risultati aziendali.

Il benessere dei leader è un’esigenza imprescindibile perché è dai leader che dipende la salute e il benessere di ogni impresa.

I sintomi del burnout

La sindrome da burnout è caratterizzata da un grave affaticamento fisico e mentale di solito causato – o comunque correlato – a un alto livello di stress continuo del lavoro. I sintomi più diffusi possono essere di natura fisica, psicologica e comportamentale.

Tra i sintomi fisici, possiamo ricordare la stanchezza, il mal di testa cronico, la tachicardia, i disturbi gastrici e l’insonnia; i sintomi psicologici più ricorrenti sono la difficoltà di concentrazione, la bassa autostima e il senso di frustrazione; per quanto riguarda la sfera comportamentale, il burnout aumenta il nervosismo, l’aggressività e la distrazione.

L’attività formativa volta allo sviluppo della resilienza come scelta coraggiosa e strategica di un leader può rappresentare un’azione realmente efficace, capace di affrontare e superare in modo concreto i rischi del burnout.

Il potere prezioso della resilienza

La resilienza può essere un alleato potente per il leader di oggi.

Intanto, può essere utile analizzare il significato e l’etimologia della parola “resilienza”. È un termine che trova le sue origini nella fisica dei metalli e indica appunto la capacità di un metallo di contrastare gli urti o le forze che gli vengono applicate senza per questo spezzarsi. Resilienza è perciò un termine abbastanza giovane, ma questa attitudine mentale è parte dell’essere umano e gli antichi filosofi la chiamavano “forza d’animo”.

La resilienza è quindi la capacità di una persona di far fronte, resistere, integrare, costruire e riorganizzare positivamente la propria vita, nonostante situazioni di crisi, stress e difficoltà.

La formula della resilienza

Certamente, qualsiasi attitudine mentale che definisce comportamenti, emozioni e stati d’animo non può essere ridotta a una formula; non stiamo certo parlando di un’equazione matematica.
Ma volendo sintetizzare quali sono alcuni importanti e imprescindibili elementi che aiutano lo sviluppo della resilienza, potremmo dire che:

R = (O+F+C+C) X (V+A)

Dove R è appunto la Resilienza, la O rappresenta l’Ottimismo, cioè la chiara convinzione di essere in grado di affrontare e risolvere le situazioni; la F identifica la Flessibilità; la prima C indica la Collaborazione con gli altri e la seguente C raffigura la Consapevolezza di sé, la capacità, cioè, di attuare un dialogo interno onesto e positivo.

Questo risultato, tuttavia, perde ogni significato se viene moltiplicato – come insegna la matematica – per zero. Il moltiplicatore di questa formula è rappresentato dalla Verità e dall’Autenticità di un leader, cioè dalla sua coerenza, dal suo credere, dal suo essere nel profondo l’espressione sincera di ciò che mostra all’esterno.

Leadership resilienti per leader ispirati

Si può dedurre che la leadership resiliente è l’applicazione della resilienza al ruolo di leader. Ma questa può essere una definizione riduttiva e confinata a una visione meccanicistica della leadership.

Essere leader, come abbiamo visto, significa farsi guidare dai propri valori e dalla propria vision; avere la capacità di guardare oltre e attraverso; avere la flessibilità e la velocità per adattare scelte e comportamenti alle circostanze, avere l’integrità di seguire non solo la mente, ma anche l’anima.

Possiamo dire che i leader sono i moderni samurai. I samurai erano nobili guerrieri capaci di affrontare con temerarietà e audacia ogni sfida. È interessante inoltre soffermarci sull’origine di questa parola che significa “servitore”. Allo stesso modo, il leader è mosso da alti scopi e obiettivi, ha la forza di affrontare con coraggio il proprio dialogo interiore, gestisce situazioni complesse con fiducia, ma è al servizio di un bene più grande: il raggiungimento dei traguardi e la crescita del proprio team.

Parola d’ordine: burnout strategico

Sembrerebbe quasi una contraddizione avvicinare due termini così diversi tra loro. Di fatto, riuscire a prevenire il burnout, con tutte le spiacevoli conseguenze per la salute di una persona, è essenzialmente una questione strategica. Si tratta, cioè, di una scelta consapevole e definita con attenzione, volta al mantenimento del benessere psico-fisico.

I top manager, proprio per l’importanza del loro ruolo e per le pesanti responsabilità che hanno nei confronti delle aziende e di tante persone, sempre più sono attenti a prevenire stati di stress esagerato e continuo, potenzialmente causa di burnout.

Strategie e azioni

Ecco qualche utile indicazione su come prevenire il burnout.

  1. Attenzione alla qualità dell’alimentazione. È importante garantire l’apporto di tutti i nutrienti necessari al nostro corpo.
  2. Dare importanza alla quantità e alla qualità del riposo e del sonno. Troppo spesso si sente dire che il sonno è tempo perso; invece è una importante forma di rigenerazione fisica e mentale.
  3. Trovare un buon equilibrio tra gli impegni professionali e gli altri ambiti della vita.
  4. Curare la propria formazione manageriale attraverso percorsi strutturati. La formazione è un elemento imprescindibile della crescita e del benessere.
  5. Intraprendere un percorso di coaching individuale.
  6. Se possibile, coltivare una passione, un hobby diverso dai temi professionali.
  7. Dedicare quotidianamente del tempo all’attività fisica.
  8. Dedicare settimanalmente del tempo a qualche attività artistica.
Lo sport insegna

Lo sport è una preziosa metafora che offre numerosi spunti di riflessione e tecniche su come affrontare e superare situazioni e periodi particolarmente intensi, in cui ci si confronta con sfide importanti per le quali non sono previste soluzioni intermedie: o tutto o niente. Lo sport, sia quello vissuto direttamente, sia quello offerto dai professionisti, o quello raccontato attraverso la letteratura o i film, può rappresentare un valido strumento per riposizionarci e ritrovare l’energia e l’equilibrio necessari per tenere la rotta, anche quando il mare è in tempesta.

Lo sport è modello e fonte d’ispirazione per la formazione dei leader e può ispirare il viaggio di sviluppo della propria saggezza dell’anima, indispensabile per interpretare e vivere al meglio la vita, oltre che un ruolo tanto importante quanto delicato come quello del leader.

Il valore di un buon libro e della formazione

Un buon libro è sempre un viaggio straordinario. In questo caso, “Un viaggio straordinario” è anche il titolo del volume che racconta il percorso che Giorgio Petrosyan, una leggenda delle arti marziali, compie in tappe, ognuna delle quali è legata alla preparazione mentale dei match, dove ogni particolare è curato con una dedizione millimetrica.

È un libro in cui, chiunque lo leggerà sarà accompagnato nel vivo del lavoro pratico del coaching e di come si può realmente integrare testa e cuore per elevare la nostra qualità di vita.

Leggere un buon libro è sicuramente una potente strategia per prevenire i problemi del burnout; è anche un prezioso strumento per affiancare, rinforzare e potenziare un’attività formativa e di coaching mirata e personalizzata.

La risposta al burnout: resilienza organizzativa

Sì, affrontare in modo organico, personalizzato e finalizzato un percorso di consulenza aziendale può essere una valida strategia per offrire ai leader di un’impresa metodi, strumenti e azioni per affrontare le sfide del mondo, del mercato e dei team con estrema efficacia e migliore benessere per tutti.

E tu, quale strategia adotti per mantenere la rotta quando il mare è in tempesta?

Se hai piacere condividi la tua esperienza nei commenti qui sotto.

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