“Un Viaggio Straordinario” insieme a Giorgio Petrosyan

Scritto da il 22 Agosto 2019

Il libro “Un Viaggio Straordinario” racconta il percorso di mental training con la leggenda delle arti marziali Giorgio Petrosyan, ma ancora prima parla di un’amicizia talmente profonda che si nutre del silenzio e del bisogno di essere d’aiuto a chi ne ha realmente bisogno. Il ricavato di questo libro va al CRO di Aviano a cui abbiamo già effettuato due donazioni grazie alle vendite. In totale esclusiva, qui di seguito trovate la meravigliosa introduzione al libro di Stefano Attruia, ex giocatore della Nazionale italiana di pallacanestro, ex giocatore del Real Madrid, Aek Atene, Olimpia Milano e tante altre grandi squadre. Oggi grande manager, allenatore e coach internazionale.

INTRODUZIONE
Inverno. Il buio drappo della notte ha avvicendato le timide carezze della luce del sole. La cupa coltre della tenebra già ricopre della sua scura veste il palazzo dello sport di Monza. Più di duemila lì dentro! Le persone assediano le corde del ring, che rimane sospeso nel mezzo dell’arena, avvolto in una sinfonia di luci colorate. Molti atleti sono già usciti a incrociar guantoni, gambe e ginocchia, mentre altri si predispongono alla lotta; a loro non rimane che l’incognita dell’attesa. È Petrosyan Mania Gold Edition, l’evento clou dei fratelli Pertosyan.

L’arena è gremita, stiamo vivendo la parte centrale della serata, ma il meglio dell’esperienza deve ancora venire. D’improvviso su una parete laterale preparata per l’occasione, uno schermo gigante s’illumina e rinnova il proprio racconto, presenta immagini nuove, inaspettate. E così… d’incanto, si placa ogni vociare e scende il velo di un meraviglioso silenzio. I più ammutoliscono nel tentativo di decifrare la complessità di ciò che vedono accadere in diretta sullo schermo.

Ma che cosa sta succedendo? Il momento è inaspettato, uno sgambetto al repertorio. Lo stesso presentatore è colto di sorpresa e rimane a bocca asciutta, ritto, microfono in mano, impietrito nella sua eleganza a centro ring. Questo accidente non l’aveva proprio previsto e poi… durante le prove svolte nel primo pomeriggio non se n’era parlato, e tutto sta accadendo proprio ora! Mentre l’inatteso va in scena, la mente dello speaker si muove rapida a caccia di un senso che metta luce su ciò che stiamo osservando. Prende tempo. Attende che giungano alla bocca parole che sappiano spiegare, e abbiano grazia di restituire alla scena, un significato più chiaro e comprensibile. Ed ecco che incomincia, e mentre il flusso della parola sgorga, i muscoli facciali tradiscono una maschera di velato stupore: “ecco… vediamo… le immagini dagli spogliatoi… Giorgio Petrosyan si sta preparando…” Ma aspetta! In quell’inquadratura non c’è solo Giorgio “The Doctor” Petrosyan, insieme a lui c’è anche un’altra persona! I due, in una profonda comunione energetica, stanno vivendo un prezioso momento di preparazione all’evento principale della serata: il match Giorgio Petrosyan vs. Atsushi Tamefusa. Il cameraman, sapiente occhio scrutatore, ci regala un autentico spettacolo. Le immagini vengono dagli spogliatoi e in fondo sono molto semplici: Giovanni e Giorgio stanno vivendo un momento di preparazione all’incontro che si disputerà a breve. Tutto ciò accade proprio adesso, in presa diretta. Giorgio è seduto ed ha gli occhi chiusi. Sembra sceso dentro se stesso, entrato in una dimensione profonda e calma, di concentrazione estrema. Se n’è andato lontano, nei luoghi remoti del proprio corpo, lì dove si aprono i grandi spazi. Giovanni è a terra proprio davanti a lui, se ne sta li appoggiato su di un ginocchio. La sua espressione è focalizzata nella presenza dell’azione, la mano afferra qualcosa di misterioso, e proprio ora la porta sull’addome di Giorgio, mentre continua a parlargli a bassa voce guidato dalla cadenza di un ritmo costante. I gesti e le parole che non possono essere udite, restituiscono ai nostri occhi una scena densa, pervasa da significati misteriosi ed arcaici al contempo. La potenza dell’accadimento oltrepassa la forza che i due protagonisti esprimono. Il pubblico rimane avvinto in un silenzio affascinato, e si connette intero alla magia del momento. Ci appare in digitale, un evento che apre ed intreccia i mille rituali di preparazione alle sfide che attraversano la storia dell’uomo. Per breve tempo, la collettività tutta ne accede e gode d’una finestra privilegiata d’accesso. Ci è allora consentito di frequentare le antiche sacralità dei padri. E così, d’un tratto, noi tutti capiamo. In fondo è tutto lì davanti ai nostri occhi, ciò che è da capire sta proprio nel sentire. Da un punto di vista tecnico la pratica che stiamo osservando potremmo chiamarla mental training, ma quello che accade tra Giorgio e Giovanni è un lavoro molto particolare, fondato sulla crescita reciproca, da pari a pari, costruito sulla relazione vera, dove ci si dà all’altro come fosse l’ultimo momento di vita disponibile. Qui si aprono i regni della presenza e del coraggio in prima linea, vissuti con la prontezza di accogliere l’incerto come alleato necessario, accogliendo con distensione il rischio di bruciarsi pur di generare delle azioni concrete, che portino benessere e beneficio agli altri. È propria di Giovanni quella capacità di affrontare il gioco dell’esperienza a viso aperto, accettando il rischio di perdersi, pur di combinare qualcosa di buono e genuino, senza tirarsi indietro. Sembra essere questa la sua dote naturale, ma ciò che appare in superficie nasce dalla costanza dell’allenamento e da un duro lavoro nella pratica di vita. Ecco un grande esempio del nostro tempo. Questo è ciò che la sua esperienza di vita più ci insegna e con questo spirito, Giovanni porta grande beneficio anche a se stesso. Se trascorrerai del tempo con lui, resterai di certo colpito dal suo misurato coraggio nel far roteare pugni affilati di ferro, in quella zona d’aria prossima al volto del direttore generale di un’importante multinazionale. Verrai rapito dalla serena audacia che dimostra nel fendere l’aria con la lama della katana proprio qualche centimetro sopra i capelli dell’amministratore delegato, senza temere di finire in un film poltiglia di Quentin Tarantino. Il suo modo di lavorare genera un polo d’attrazione magnetica, un’attenzione che richiama allo stato di presenza. Testa, cuore, anima, tecnica. In Giovanni non c’è spazio per tirarsi indietro, né per indugiare in miseri macchinamenti, giochi personali o di personalità, di fronte a ciò che la realtà via via gli presenta, è sempre buono il momento per morire. E oltre in lui, vive la traduzione di ciò che è spirituale, in una pratica che trova dimora quotidiana nel comportamento schietto, cristallino, di sorgente, che dà un senso a sé ed agli altri nell’incontro. La strada è guadagnata centimetro su centimetro, sputando sangue se c’è bisogno, e quel cammino di impervia roccia e fango, è diventato arte della vicinanza e comprensione per l’altro, arte della vita. Questo è anche il ritrovato nell’etica del lavoro, che scorre nelle sue vene. In questo modo Giovanni impara a dare valore alla propria attività quotidiana. Vita e lavoro senza maschera. Nelle giornate di training e formazione, ecco la sua capacità di vivere e far vivere agli altri, stati esperienziali autentici, intensi e di grande verità. È lì che accede ad altre dimensioni, allora è magnifico vederlo raccogliere energie rinnovate e abbeverarsi a quel flusso misterioso che guida l’uomo a fare cose grandi. All’inizio di alcune giornate, potrai vederlo stanco, ma poi… comincerà a riprender forza e vigore. È dalla relazione con le persone, che trae forza e capacità di rigenerarsi e rinascere. La sua capacità di dare alimento alle proprie energie ed il potere di ricaricarsi nello svolgimento del proprio lavoro è qualcosa di straordinario. Poter uscire nel quotidiano dalle proprie attività, così radicati e ricaricati, è un’esperienza che auspico a tutte le persone di poter sperimentare il più possibile. Di questo e tanto altro ancora potrei parlare, delle meraviglie del pianto e delle gioie che si succedono in quella vita senza scorciatoie che Giovanni ha scelto di vivere. Ma è giunta l’ora di metter punto a questa introduzione e dare inizio insieme a un viaggio straordinario. Ah dimenticavo… se sei a Trieste e vai in piazza Unità d’Italia, diciamo sul presto… verso le 5:00, potresti trovarlo che si allena da solo anche in una buia mattina di gelido inverno: front kick, middle kick, jab.

Chi vuole acquistare il libro, può farlo direttamente al seguente link e in pochi giorni lo avrà comodamente a casa sua: www.giovannitavaglione.com/prodotto/libro-un-viaggio-straordinario

Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Iscriviti ora alla newsletter!


Taggato come , , , , , , , , , , , , , , ,



Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi richiesti sono contrassegnati *



Continua a leggere

Articolo precedente

La Paura


Thumbnail


Carrello

Guarda il carrello


Cerca