La cucina samurai per il benessere psicofisico

Scritto da il 26 Febbraio 2018

Cucinare, soprattutto quando è fatto per altri, può nascondere un mare di benefici psicofisici.

Sfornare dolci libera l’espressione creativa delle persone. Ci sono molte pubblicazioni che parlano della connessione tra espressione creativa e benessere generale. Che sia la musica, la pittura, la cucina si registra una diminuzione dello stress derivante dall’avere uno sfogo e un modo per esprimersi.
Julie Ohana, operatrice socio-sanitaria e terapista di arte culinaria, ha detto a HuffPost: “In molte culture, in molti paesi, il cibo è un’autentica espressione d’amore, ed è bellissimo perché si tratta di qualcosa in cui tutti noi ci immedesimiamo. Se rimpiazza del tutto la comunicazione potrebbe diventare una pratica poco sana, ma se invece accompagna la comunicazione è un’attività senza alcun dubbio positiva e un gesto meraviglioso”.

Tutti abbiamo sentito parlare dei benefici della meditazione e della consapevolezza – aumento della felicità e riduzione dello stress, tanto per nominarne un paio – e cucinare dolci può garantire alcune di queste gratificazioni. Se vi concentrate sul profumo e sul sapore, sull’essere presenti nel momento della creazione, questo atto di consapevolezza nel momento presente può tradursi anche in una riduzione dello stress.

Questa convinzione rappresenta uno dei motivi per cui la terapia culinaria è più diffusa, insieme all’arteterapia – rientra in un tipo di terapia conosciuta come attivazione comportamentale. Ohana spiega che sempre più persone si rivolgono a lei perché vogliono utilizzare il suo modello nella loro pratica terapeutica.

“Cucinare dolci significa pensare ‘passo dopo passo’ e seguire i dettagli del presente, ma significa anche pensare alla ricetta nel suo insieme, al piatto nel suo insieme, a cosa servirà, a chi sarà destinato, al momento in cui verrà condiviso, quindi è un ottimo modo per esercitare l’equilibrio tra il momento presente e il quadro generale”, spiega Ohana.

La consapevolezza non è soltanto un’abilità da padroneggiare, ma può essere utile anche ad alleviare il peso dei pensieri tristi. John Whaite, che ha vinto il programma “The Great British Bake off” nel 2012, ha dichiarato che cucinare dolci lo ha aiutato ad affrontare la sua psicosi maniaco-depressiva.

Alla base c’è un atto di generosità. Sfornare dolci contribuisce a creare un senso di benessere generale, ma donare agli altri amplifica questa sensazione.

Cucinare dolci per gli altri può aumentare la sensazione di benessere, contribuire alla diminuzione dello stress, farti sentire come se avessi fatto qualcosa di buono per il mondo, e questo migliora la connessione con gli altri.

Tirar fuori dolci da forno con l’intento di regalarli è una forma di altruismo – è un sacrificio fatto per qualcun altro — e sui benefici di questo atto generoso si è studiato e scritto molto.

“Credo che donare cibo a qualcuno faccia bene tanto alla persona che lo riceve quanto a quella che lo porge e lo offre” – Ohana.


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