Se vuoi, puoi

Scritto da il 9 Febbraio 2018

Due fratelli americani di Nashville, nel Tennessee: Conner e Cayden Long.

Mentre la loro mamma sta sfogliando una rivista, Conner, il fratello maggiore, vede la pubblicità di un evento sportivo per bambini, il Nashville Kids Triathlon.
“Posso andarci mamma?”
“Perchè no? Certo Conner.”
“…posso portare anche Cayden?”
La domanda di Conner è immediata, quasi scontata.
Ma non è una domanda normale, non può esserlo, perché al suo fratellino, quando aveva quattro anni, è stata diagnosticata una paralisi cerebrale; non riesce a camminare e a parlare.

Cayden ha sempre voluto seguire il fratello a bordo campo durante le partite di football, a fare il tifo per lui con la propria presenza.
Questa volta però Connor vuole che il fratello partecipi veramente per vivere le emozioni sul campo insieme.
Nasce in questo modo il Team Long, una coppia di fratelli pronti a nuotare, pedalare e correre insieme.

Con un pò di organizzazione e delle attrezzature adatte a Cayden si fa: nel tratto in acqua, Connor nuota trascinando un gommone sul quale c’è Cayden.
Nella frazione con la bicicletta, Connor si lega dietro la carrozzina del fratellino, la stessa carrozzina che avrebbe spinto fino al traguardo durante la parte di corsa.
Sportivamente parlando, un’impresa doppiamente stancante. Ma questo a Connor non importa.
Deve esserci anche Cayden.
Arrivano meravigliosamente fino in fondo.
Conner racconta, dopo la gara: “Quando abbiamo finito io e Cayden ci siamo guardati. Lui rideva, e secondo me voleva dire: “Ma perché abbiamo aspettato tanto?”. Era felice. Ero felice anche io”.

Da quella primavera di sette anni fa, Connor e Cayden hanno girato l’America partecipando a una ventina di altre gare. Connor vuole che Cayden si senta parte integrante di qualcosa per una volta, che non stesse più solamente a guardare a bordo campo.

Dopo quella gara, Connor e Cayde, il Team Long, sono stati invitati dai Boston Red Sox a fare il primo lancio di una partita, hanno conosciuto e stretto la mano a LeBron James, fuoriclasse del NBA (che era più emozionato di loro quando li ha incontrati).

La loro celebrità è cresciuta così tanto da permettere loro di raggiungere il riconoscimento “Sportkids of the year”, assegnata ogni anno dalla rivista Sports Illustrated.

Cosa gli riserva il futuro?
Difficile a dirsi.

Cayden sta lentamente iniziando a diventare sempre più indipendente, non può e non potrà mai fare a meno della sua sedia a rotelle; ma sta imparando il linguaggio dei segni, frequenta la scuola pubblica con un programma di sostegno speciale.

Connor si allena e guarda crescere il suo fratellino.

I Long invece vogliono che dalla vicenda dei propri figli altri possano prendere esempio, sperano di creare una associazione no-profit per aiutare altri bambini come Cayden, per permettere anche a loro di gareggiare come ha fatto lui.

Servono soldi, attrezzature speciali e forza di volontà. La voglia di non arrendersi mai, anche di fronte a disabilità gravi come quella di una paralisi cerebrale.
I due fratelli Long hanno smosso le coscienze, sensibilizzando l’America e il mondo, dimostrando come si possa vivere attivamente una condizione di invalidità seria.


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