Il coraggio di rispettare il proprio talento

Scritto da il 10 Dicembre 2017

Tiziana Viora lo sa fin da quando era piccola. È come se fosse medico da quando, a sette anni, vede un’amichetta che vive nella Svizzera italiana giocare con «L’allegro chirurgo». «I miei genitori dovettero partire da Castiglione e andare fino a là a comprarlo perché lo volevo anche io».

Sbaragliando sette uomini, viene nominata primario di chirurgia generale del Maria Vittoria, Asl Città di Torino. È la prima piemontese e la seconda donna in Italia che ricopre questo incarico, riservato finora quasi esclusivamente a uomini.

La dottoressa, laureata all’Università di Torino e con alle spalle anche un’esperienza all’ospedale Saint Antoine di Parigi, è specializzata in operazioni all’addome per rimuovere tumori. Tiziana Viora è un’esperta anche di interventi ai surreni e una delle sue idee per il futuro è far crescere il lavoro del reparto nell’ambito delle neoplasie endocrine. «Mi sono preparata tanto negli anni e continuo a farlo. Bisogna conoscere i propri limiti e provare a superarli con lavoro duro e massima concentrazione. Solo così non ci si fa sopraffare dalla paura davanti al lettino».

Da moglie e mamma, semmai, qualche timore negli anni c’è stato per la gestione della famiglia. Perché Natali, Pasque e nemmeno pomeriggi con i figli Francesco e Chiara (futuro medico) esistono quando il lavoro costringe a essere sempre reperibili e il cellulare può squillare da un momento all’altro. Per andare avanti sono stati necessari un marito presente e paziente, nonni che non si sono tirati indietro e il supporto dei colleghi che non è mai venuto meno. Nemmeno ora. Se c’è un tema a cui la dottoressa tiene al pari dei risultati in sala operatoria e alla buona gestione di letti e dinamiche sanitarie è il rapporto con i pazienti. «Purtroppo questo è un aspetto ancora molto trascurato all’università, ma essere chiari con i malati aiuta a creare un’alleanza terapeutica diversa, in cui la persona non guarda più a ciò che sei, se un uomo o una donna. Rappresenti solamente il medico».


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