Il prestito

Scritto da il 4 Ottobre 2017

Sono un padre, do l’anima per i miei figli e porto con Me la sensazione di totale impotenza quando uno di loro è stato veramente male. Ho sentito il mondo cadermi addosso. Più volte ho visto la mia morte ad un millimetro e so di avere un buon rapporto con lei, ma l’apnea che ho vissuto nel periodo in cui mio figlio è stato male non l’avevo mai provata prima.
John Travolta ha vissuto questo incubo reale dall’inizio alla fine e ha trovato dopo anni il coraggio di comunicare il suo dolore: “Dicono che la cosa più difficile del mondo sia perdere un genitore, ora posso dire che non è vero. La cosa più difficile del mondo è perdere un figlio”.
Il ragazzo di 16 anni ed è morto per via di un colpo alla testa durante un viaggio con tutta la famiglia per le vacanze di Natale. Lui era autistico ed aveva frequenti convulsioni. John e sua moglie facevano di tutto perché il ragazzo potesse condurre una vita il più normale possibile, lo amavano profondamente e giorno dopo giorno lo seguivano per non fargli mancare nulla. Nella vita senza il dolore si impara poco, ma alle volte, come in questo caso, il dolore fa perdere il fiato e il senso di ogni azione.
Il messaggio che John Travolta regala al mondo è talmente prezioso che può diventare un’ancora per chiunque:
“Non c’è nulla che faccia più male nella vita come la perdita di un figlio, un bambino che hai accolto con tanto amore quando è venuto al mondo, che segui ed osservi ogni giorno per vedere come cresce e come impara. Qualcuno che ti ha insegnato ad amare in maniera incondizionata e che ti ha mostrato il mondo. Sicuramente perderlo è la cosa peggiore che potrebbe accadere a chiunque. Un figlio diventa tutto, i 16 anni che abbiamo condiviso sono stati realmente meravigliosi, però sento che di anni ce ne mancavano ancora molti da trascorrere insieme. Tutti i giorni dovremmo dire alle persone che amiamo quanto sono speciali ed importanti nella nostra vita, perché la vita non perdona, è troppo corta ed il tempo passa troppo in fretta. Prendiamoci il tempo sufficiente per condividerlo con la nostra famiglia, per trattarci bene, con amore e tolleranza e per esserci nel momento in cui gli altri hanno bisogno di noi. Un giorno, quando il tempo sarà passato, ci renderemo conto che non ce n’è più e non potremo fare nulla per tornare indietro. Ciò che realmente ho capito è che dovremmo vivere ed amare come se fosse sempre l’ultimo giorno. Perché un giorno, sarà l’ultimo.
Vivi la vita e cogli tutte le occasioni che ti si presentano. Non rinunciare mai all’amore e non chiuderti in te stesso per lasciarlo fuori. Non dare per certo nessun momento, lotta per i tuoi sogni e non pensare mai che non vale la pena vivere, perché coloro che già non ci sono più desidererebbero tornare, ma purtroppo questo è impossibile.
Sinceramente credevo che non sarei mai più potuto risalire dal pozzo oscuro in cui sono caduto quando è morto il mio amato figlio, migliorare mi è costato molto, ma devo ancora lottare con forza ogni giorno per non cadere a pezzi”.
Ogni volta che diamo per scontato ciò amiamo, ci dimentichiamo che non ci appartiene, ci è solo dato in prestito. Per il benessere psicofisico è fondamentale avere presente che ogni cosa possiamo perderla in qualsiasi momento è che nulla ci è dovuto. Possiamo partire dalla gratitudine di ciò che ci è offerto nel momento presente e ricordarvi che rimandare può significare non avere una nuova occasione nel nostro giro di giostra.


Taggato come , , ,



Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi richiesti sono contrassegnati *



Continua a leggere

Articolo successivo

The choice


Thumbnail
Articolo precedente

La lotta oltre ai limiti


Thumbnail


Carrello

Guarda il carrello


Cerca