Felicità Interna Lorda

Written by on 10 Settembre 2017

Sulle montagne dell’Asia, tra Tibet e India, precisamente sulla catena dell’Himalaya, esiste uno stato monarchico chiamato Regno del Bhutan. Oltre che per le ricchezze naturali, questo piccolo regno di 789.656 abitanti è conosciuto per la FIL, il tasso di felicità interna lorda usato come parametro per calcolare lo stato di benessere del popolo.

Nonostante si tratti di uno dei paesi più poveri dell’Asia, qui si registra la percentuale di felicità più alta di tutto il continente e l’ottava nella classifica mondiale. I fattori che determinano la FIL sono la qualità dell’aria, l’istruzione, la salute dei cittadini e la ricchezza dei rapporti sociali.

Il Bhutan rifiuta l’evoluzione tecnologica a vantaggio di un maggior investimento nel miglioramento della scuola, nello sviluppo delle comunità locali e nella tutela della natura. Arrivare in Bhutan pare non sia semplicissimo, e anche il viaggio sembra essere molto costoso, ma la curiosità è tale che in molti si recano nello stato himalayano con la speranza di capire cosa ci sia dietro il sorriso di queste persone.

Il segreto di questo popolo sta pensare alla morte almeno 5 volte al giorno.

Il problema della cultura occidentale è il mancato contatto con la morte, che è parte integrante della vita, perciò dobbiamo essere preparati al momento in cui smetteremo di esistere.

I bhutanesi, essendo buddisti, sono perennemente circondati da illustrazioni riguardanti la morte e nessuno viene tenuto al riparo da queste immagini, nemmeno i bambini. La religione infatti, rappresenta uno dei motivi che contribuiscono a questa diffusa felicità, soprattutto attraverso il principio della reincarnazione: se avrai la possibilità di vivere un’altra realtà, non penserai a quella che stai lasciando.

A supporto di questa tesi esistono anche numerose ricerche scientifiche. Uno studio del 2007 condotto da Nathan DeWall e Roy Baumesiter, psicologi dell’Università del Kentucky, ha rivelato che il concetto di morte, per quanto possa risultare minaccioso per la mente, se rievocato permette al nostro sistema di generare in automatico pensieri positivi.
Anche Linda Leaming, nel suo libro A Field Guide to Happiness: what I learned in Bhutan about Living, Loving and Wakig Up, racconta di come meditare su ciò che più la spaventa la ispiri a cogliere l’attimo e cambiare prospettiva.

Tutti dobbiamo fare i conti con la morte, e ignorare questa verità essenziale non ci aiuterà a superare l’angoscia di non poter portare a termine quanto stiamo facendo nella nostra vita.
Anche i bhutanesi provano tristezza o paura. Semplicemente non fuggono da queste emozioni, le accettano.

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